lunedì 5 gennaio 2009

Samba in Copacabana

(foto su gentile concessione di Ingunn)

Cenetta in ostello







Arrivando verso Copacabana.


Will, Oscar, Pao, Gregory, Elizabeth, Seth, Ingunn.
Uk, Svezia, Italia, Francia, Canada, USA, Norvegia.





Toshi e Gregory.

Pao e Ingunn.

Ed è il 2009! Brindisi di dovere.



Feliz Ano Novo!


Fuochi d'artificio.




Il must dell'ultimo dell'anno, a Rio de Janeiro, é Copacabana.

Si dice che almeno due milioni di persone, ogni anno, si riversino sulla spiaggia piú fashion della cittá.
E io, senza nessun rimpianto, abbandono per una notte l'illusione di essere una viaggiatrice alternativa e mi unisco alla massa vestita di bianco.

La serata inizia con una cena nell'ostello, i cuochi: Elizabeth-Canada, Toshi-Giappone, Paola-Italia. Un menu semplice -impossibile pretendere piatti elaborati con gli strumenti a disposizione nella cucina dell'ostello- ma gustoso e abbondante.
Birra Skol per rendere il momento indimenticabile -sí, improvvisamente mi è iniziata a piacere la birra, anzi adesso la amo, la adoro, non ne posso fare a meno, mamma ne sei felice, eh?- e una insalata di frutta bagnata in spumante come dessert.

Poi, come tante infermierine in processione usciamo e ci dirigiamo verso Copacabana, a una ventina di minuti a piedi dalla nostra spiaggia, Ipanema. Le strade pullulano di migliaia di infermierine armate di bottiglie di spumante, cachaça, svariate bevande alcoliche.

Arrivati in spiaggia, è impensabile stare tutti uniti per piú di mezz'ora, poco a poco perdiamo elementi del gruppo, come se fossimo in guerra.
Tutti i miei sensi sperimentano La Meraviglia. Le lucine, la musica, il profumo dell'oceano, lo spumante, e una pioggia sottile che ci regala un po' di sollievo dal caldo afoso.
I fuochi d'artificio sono maestosi e interminabili, e due milioni di persone con il naso all'insú.

Da otto passiamo a cinque poi a tre poi a due, e alla fine mi ritrovo da sola (sola si fa per dire, ovviamente), ballando samba nell'oceano col mio vestitino bianco inzuppato, ubriaca e felice, e realizzo il mio vecchio sogno di passare una notte di San Silvestro d'estate.

Mi sveglio per il freddo e sono ancora in spiaggia, sono quasi le sei del mattino e il sole sta per sorgere, ma la voglia di vedere l'alba è di molto inferiore alla voglia di vedere una doccia tiepida e il letto.

Sono la Donna-Sabbia, completamente bianca dalla punta dei piedi all'ultimo capello. Sotto la doccia ho paura di intasare il tubo con i chili di sabbia che mi scendono di dosso (e non sono sicura di non averlo intasato).
In camera, con sollievo scopro che tutti i miei amici sono giá dolcemente addormentati nelle loro postazioni, tranne Seth che arriva pochi minuti dopo di me (e mi chiedo, dove sará stato, ehhh???).

Mi abbandono al sonno immediatamente, come poche volte nelle mia vita, un sonno grasso, succulento, meritato. Mi sveglio ed è in realtá un giorno come tanti altri: da settimane ormai ho perso completamente la nozione del tempo.
Non ho nemmeno pensato alla lista dei buoni propositi per l'anno nuovo, tanto so che poi non li seguiró.
Dovrei almeno disintossicarmi dalla Skol, che poi la birra non la posso nemmeno bere e se lo sa mia mamma s'arrabbia.

Ma il Brasile non è il posto adatto per mantenere certe promesse, e mi "ri-prometto" di ri-pensarci una volta in Argentina.

Buon 2009!

2 commenti:

fernando ha detto...

Cara amica!!! y bella!!!. Estás muy delgada, pero muy, que muy guapa. Debes romper muchos corazones por Brasil...Te echamos mucho de menos y te deseamos toda, toda la suerte del mundo para ti.
Beijinhos

Pao ha detto...

Delgada?!?!? Ay coraçao, tú me miras con los ojos del cariño. En realidad estoy más foca que nunca!
Y yo os echo de menos también, no podéis imaginar cuánto. Os aseguro que no podéis.
Estamos en contacto Fer, a ver si conseguimos encontrarnos en Montevideo.
Te quiero!
P.

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