sabato 22 novembre 2008

Bienvenido a la República Argentina



Uyuni-Villazón, una notte di treno. La frontiera la passiamo a piedi. La Quiaca-Salta, un giorno di bus.

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Di Salta non posso dire niente, è stata solo una toccata e fuga. L'unica cosa di cui sono certa è che vale la pena tornare, per esplorarla senza fretta. La chiamano "Salta la Linda", e per il poco che ho visto, bella lo è davvero.
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Il Treno delle Nubi è in realtá il treno della presaperculo. Il paesaggiò è meraviglioso, e questo non si discute, ma il rapporto qualitá-prezzo dell'escursione in treno è pessimo. La capacitá di espressione della guida è quella di un dislessico ubriaco. La traduzione all'inglese per i turisti stranieri (la maggiorparte), ridicola, se non inesistente. Cibo preconfezionato e a mala pena commestibile. Un caffé imbevibile: cinque pesos. Piú caro che a Barcellona, persino calcolando il cambio. Conclusione: altamente sconsigliabile.

La morale è: si nota che non siamo piú in Cile. Welcome to Argentina, baby.
Qui le cose funzionano cosí, mi dicono. Per questo l'Argentina va come va. Il turista, o il viaggiatore, o lo straniero in generale è il boludo al quale si cerca di strappare dal portafogli piú soldi possibile, e poi un calcio nel didietro e tanti saluti, amigo.
Ma sento penita nel cuore.

Il ponte finale, il piú alto: 63 metri, come l'Obelisco.

Le nuvole, almeno quelle, ci sono. E sono splendide.

Madama La Llama guarda sconsolata il paesaggio fuori dal finestrino: il Treno delle Nubi non è all'altezza delle sue aspettative.


È giá ora di andare via: il volo Salta-Buenos Aires dura circa due ore. E noi, ormai abituate a viaggiare dalle 8 ore in su, pensiamo: cosí poco?

2 commenti:

raul ha detto...

impresionantes fotos, gran reportaje tia! un abrazo y cuidate mucho!

raul...

valy ha detto...

racconta di madama la llama!

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